Correlazione tra dolore alla schiena, mal di testa e L’apparato dentale?

Sebbene possa sembrare strano, dolori cervicali, cefalea, emicrania, vertigini e problemi all’articolazione temporo-mandibolare, spesso possono essere strettamente collegati tra loro.
Non ci facciamo mai caso, ma la mandibola è una delle parti del corpo che usiamo di più. Ogni giorno passiamo circa un’ora e mezza a masticare. Deglutiamo ogni due o tre minuti, parliamo, sbadigliamo, ridiamo e altro ancora. Senza parlare di chi fa uso di gomme da masticare.

I denti si toccano normalmente tra di loro?

È quindi importantissimo che le arcate dei denti combacino perfettamente. Uno spostamento anche lieve può creare squilibri nella muscolatura della mandibola o nelle ossa cranio-mandibolare. A questa condizione il nostro organismo reagisce, per compensare, caricando le vertebre e i muscoli della colonna vertebrale.

Il risultato? Dolori alla colonna vertebrale, dolori cervicali e alle ginocchia. Ma anche vertigini, acufeni, cioè fischi alle orecchie, blocchi dell’articolazione temporo-mandibolare, emicranie e dolori al trigemino.
La salute dell’articolazione della mandibola con le ossa craniche è infatti in grado di influenzare l’apparato muscolo-scheletrico. Anche in aree del corpo distanti dal cavo orale.

Ma come è possibile che un semplice dolore ai denti vada ad influenzare le condizioni della nostra schiena?

Da una serie di studi effettuati, è accertato che la mandibola, costretta ad assumere una posizione scorretta, manifesta una tensione. Ciò finisce con estendersi ad altri gruppi muscolari, quali per esempio quelli della schiena. Questi ultimi cercano a loro volta di ripristinare l’equilibrio alterato, provocando infiammazione e dolore nel paziente. Inoltre, oltre che alla schiena, i dolori possono coinvolgere volto e collo.

Attraverso un’accurata analisi eseguita da un dentista/gnatologo sarà possibile avere la certezza che il mal di schiena sia causato da un mal posizionamento dei denti. Oppure da una muscolatura anomala e patologica dei muscoli masticatori. In base a questa diagnosi, lo gnatologo potrà definire una serie di interventi aditi a riportare la mandibola in posizione corretta.

Se invece questo problema dovesse essere trascurato…….

potrebbe scatenare un effetto domino e portare ad altre problematiche e disturbi quali:

Cervicale
Dolori articolari
Dolori lombari

La posizione scorretta della mascella può portare ad un malfunzionamento dei muscoli facciali e di quelli che circondano l’articolazione temporo-mandibolare. Ciò provoca quindi uno squilibrio della testa sulla colonna vertebrale, causa appunto di emicrania. Ciò si verifica perché la testa, che ha solitamente un peso compreso tra i 3,6 e 4,5 chili, poggia completamente sulla parte superiore della colonna vertebrale. Una conseguente cattiva postura della mandibola porterà il capo a spostarsi in avanti. Questa particolare posizione del cranio si rivela causa di stress non solo per la bocca, ma anche per testa, collo e schiena.

I disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM)

provocano infiammazione nei tessuti circostanti e, a causa dell’emicrania, anche una netta diminuzione della forza fisica. Inoltre agilità, flessibilità corporea e cattiva respirazione, si accompagnano a questo stato di cose.

Oltre a emicranie e cefalee, possono inoltre presentarsi problemi quali una limitata capacità ad aprire la bocca  Un affaticamento dei muscoli facciali, dolore al collo, “rumori” insoliti all’apertura e chiusura della bocca. Si può avere addirittura un blocco della mascella, problemi all’udito, vertigini e  ipoacusia e ronzio delle orecchie.

Se si soffre di questa sintomatologia e si pensa di essere affetti da malocclusione dentale, è bene pertanto affidarsi a un odontoiatra di fiducia. Il quale, in seguito a un’anamnesi con esame delle articolazioni temporo-mandibolari eseguite con l’aiuto di specifici strumenti, individuerà con precisione le cause del problema. Tali esami sono  l’ortopantomografia,la stratigrafia articolare e la TAC. Inoltre lo gnatologo studierà la terapia più consona per risolvere la malocclusione, spesso portando alla completa scomparsa di cefalee ed emicranie.