Muscoli del collo e cervicalgia
I muscoli del collo possono dare il problema che viene chiamato “cervicale”, però è più giusto parlare di cervicalgia
In realtà quello che c’è nel tuo collo è qualcosa di impressionante: in uno spazio di pochi centimetri sono stipati strati su strati di muscoli, ognuno con un lavoro diverso, ognuno con collegamenti diversi, e ognuno con la capacità di darti fastidi diversi.
Muscoli Laterali
Sternocleidomastoideo (SCOM): Fondamentale per la rotazione e flessione laterale della testa.
Scaleni (anteriore, medio, posteriore): Sollevano le prime coste durante l’inspirazione e flettono lateralmente il collo.
Platisma: Muscolo superficiale sottocutaneo che abbassa la mandibola
Muscoli Posteriori (Nucali)
Trapezio (fibra alta): Muscolo superficiale che estende la testa.
Splenio (del capo e del collo): Estende e ruota il capo.
Semispinale della testa: Importante per il volume posteriore del collo.
Muscoli suboccipitali: Piccoli muscoli profondi che stabilizzano l’articolazione atlanto-occipitale.

I muscoli più importanti: se s’irrigidiscono provocano dolore sbandamento e rigidità
Partiamo dallo strato più superficiale: il TRAPEZIO, quello che tutti conoscono e che tutti sentono duro come il marmo. È enorme, va dalla base del cranio fino a metà schiena, e il suo lavoro principale è sostenere il peso delle braccia e della testa. È anche il primo ad irrigidirsi quando sei sotto stress, perché risponde al famoso riflesso della “tartaruga che rientra nel guscio”.
Subito sotto il trapezio ci sono muscoli come lo splenio e l’elevatore della scapola, che controllano i movimenti più ampi della testa. Sono quelli che protestano quando guidi a lungo o quando stai ore nella stessa posizione.
Poi c’è lo sterno cleido mastoideo (lo SCM), quel grosso muscolo laterale che va dal dietro l’orecchio fino alla clavicola. E’ pieno di recettori dell’equilibrio Quando si irrigidisce, può dare sensazioni di sbandamento e instabilità che spaventano tantissime persone.
E infine, nel piano più profondo, proprio attaccati alle prime vertebre, ci sono i muscoli SUB-OCCIPITALI: piccolissimi, quasi impossibili da toccare dall’esterno, ma collegati direttamente alle membrane che avvolgono il cervello. Quando si irrigidiscono, la testa diventa “pesante”, la concentrazione cala, e arriva quella nebbia mentale che sembra non potersi spiegare.

Muscoli contratti
Dolore e rigidità sono i sintomi più “normali”. Ma poi arrivano le cose strane: sbandamenti, vista che si appanna, difficoltà a concentrarsi, mal di testa, sensazione di orecchie ovattate, tachicardia.
Ciò è possibile perché in quello spazio minuscolo c’è un intero ecosistema, e ogni componente è collegato a strutture diverse del sistema nervoso. Il trapezio influenza la respirazione. Lo SCM influenza l’equilibrio. I sub-occipitali influenzano la lucidità mentale. E tutti insieme, quando non funzionano bene, creano i sintomi che ti fanno star male .
C’è anche un motivo per cui massaggi e trattamenti spesso non risolvono: un massaggio raggiunge lo strato superficiale, il trapezio. Ma se il problema è anche nello SCM, o peggio nei sub-occipitali che stanno in profondità, massaggiare la superficie è come pulire il vetro di una finestrino quando il problema è dentro la macchina.
Per rimettere in efficienza tutto questo sistema servono stimoli che arrivino in profondità: mobilità, allungamento, rinforzo progressivo. Servono stimoli che coinvolgano tutti gli strati, non solo quello che si riesce a toccare con le mani.
L’uso delle infiltrazioni muscolari di ossigeno-ozono terapia insieme a ginnastica mirata e terapie antistress sono risolutive se non ci sono ernie. Però anche nel caso di ernie l’ossigeno-ozono terapia è risolutiva in percentuale vicina al 100%.

