Muscoli della masticazione

I muscoli della masticazione sono un gruppo specializzato che consente di aprire, chiudere e muovere lateralmente la mandibola, rendendo possibile triturare e preparare il cibo alla deglutizione. I principali muscoli della masticazione sono quattro per lato: massetere, temporale, pterigoideo mediale e pterigoideo laterale. Lavorano in sinergia sotto il controllo dei nervi mascellare e mandibolare, rami del nervo trigemino (V), e sono supportati da un complesso sistema di legamenti e dalla capsula dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM).

Il massetere è un muscolo potente, spesso e rettangolare, che origina dall’arcata zigomatica e si inserisce sull’angolo e sul ramo della mandibola. La sua funzione principale è l’elevazione della mandibola, cioè la chiusura della bocca, contribuendo in modo determinante alla forza del morso. Il temporale, a ventaglio, origina dalla fossa temporale del cranio e si inserisce sul processo coronoideo mandibolare: eleva la mandibola e, con le fibre posteriori, la retrude, stabilizzando l’occlusione. Il massetere e il temporale sono due muscoli masticatori che puoi toccare lateralmente davanti all’orecchio, e sulla tempia.

Muscoli della masticazione profondi

Gli pterigoidei sono muscoli masticatori profondi. Lo pterigoideo mediale origina dalla fossa pterigoidea della sfenoide e si inserisce sulla faccia interna dell’angolo mandibolare; agisce come un “gemello profondo” del massetere, elevando la mandibola e contribuendo ai movimenti di lateralità (grinding) necessari a sminuzzare gli alimenti. Lo pterigoideo laterale, costituito da due capi, si inserisce sul collo del condilo mandibolare e sul disco articolare dell’ATM: è il principale responsabile della protrusione e guida l’apertura coordinata della bocca, oltre a permettere i movimenti di traslazione e deviazione. Ambedue questi due muscoli della masticazione possono essere palpati solamente dall’interno della bocca.

L’equilibrio tra questi muscoli della masticazione è essenziale per una masticazione efficiente e per la salute dell’ATM. Sovraccarichi funzionali, bruxismo o malocclusioni possono determinare ipertono, dolore miofasciale, cefalee e rumori articolari. La valutazione clinica considera simmetria, dolorabilità alla palpazione, ampiezza di apertura e traiettoria mandibolare. Il trattamento, quando necessario, include educazione comportamentale, bite occlusali, fisioterapia mirata (stretching, mobilizzazioni, esercizi di controllo motorio) e, nei casi selezionati, interventi odontoiatrici per correggere l’occlusione.

Stress e bruxismo

Sul piano preventivo, abitudini come evitare il serramento prolungato, cioè il bruxismo. Il bruxismo è considerato a tutti gli effetti un disturbo psicosomatico. Rappresenta una modalità involontaria con cui il corpo scarica lo stress emotivo, l’ansia o la rabbia repressa accumulata durante la giornata, manifestandosi soprattutto con il digrignamento o il forte serraggio dei denti. Gestire lo stress e mantenere una buona postura cervico-mandibolare aiutano a preservare la funzione. Comprendere anatomia e biomeccanica dei muscoli della masticazione permette non solo di apprezzare la complessità del gesto masticatorio, ma anche di riconoscere precocemente segni di disfunzione, favorendo interventi tempestivi e personalizzati.